venerdì 8 agosto 2014

So che ci sei di Elisa Gioia

A chi ci crede...sempre e comunque

Il libro apre con questa dedica. E già partiamo bene ;)

Sinossi:
"Notizia flash: il principe azzurro si è estinto. Almeno questo è quello che pensa Gioia Caputi, dopo essere tornata da Londra ed essersi ritrovata tradita e mollata dal suo grande amore, Matteo Perri, frontman di una band. Saranno le sue amiche del cuore e un incontro in un karaoke di Barcellona a far vacillare tutte le sue teorie sull'amore. Forse anche lei aveva diritto alla sua favola con tanto di happy end o doveva considerare il caso "amore" chiuso e archiviato? "

I punti di forza che ho trovato in questo libro sono svariati.

La protagonista, Gioia Caputi, che all'inizio non troviamo nelle migliori condizioni... tutt'altro.
Situazione post apocalittica, post rottura, post innominabile.
Si, esatto è appena stata lasciata dal suo ragazzo.
"Il mio dolore aveva un nome e un cognome, era alto un metro e settantaquattro per settanta chili, ma lo stronzo riusciva a farmi star male anche senza averlo davanti. Il dolore era sempre li, presente come i chili di troppo sul giro vita, come la cellulite sulle chiappe."
Chi -sicuramente non sarò l'unica- ha passato questa fase si riconosce tranquillamente nelle pagine.
I social Network (Facebook, Instagram, Twitter, persino soprattutto WhatsApp), si trasformano in armi a doppio taglio. Si perde il contatto con la realtà, con le proprie abitudini con i ritmi o con i rituali che fino al giorno prima si considerano sacri. Tutto sembra perduto.
"Ero messa male, peggio di Bridget Jones quando fu mollata da Mark Darcy. Quindi potete capire quanto io e la mia casa eravamo in condizioni disperate e pietose."

L'autrice è in grado di farti immergere nella lettura, diventi il personaggio, ora la protagonista, ora l'amica e perché no, a volte, anche l'amico gay o il capo "dittatore".
Si aiuta con dei jolly: il linguaggio, i libri, gli autori, le serie TV, i film, le canzoni, i luoghi, tutto questo mi ha fatto immedesimare nella storia.
Ne cito solo alcuni, The Vampire Diaries, Sex and the City, Baywatch, Every breath you take (Police) devo continuare?
Ed ultimo, scusate se lo cito, ma è d'obbligo: Robert Downey jr. *-*

Le amiche, soprannominate le "tre grazie".
Beatrice, la migliore amica, quella che non ha mezze misure, sempre sincera e schietta. La bomba sexy, consapevole di esserlo, esplosiva e sincera.
Ludovica, l'amica tradizionalista, romantica fidanzata da 4 anni con Francesco. Lei è quella che crede sempre e comunque nel lieto fine.
Melissa, la sorella di Gioia, il suo complementare, mora, super lampadata magra e palestrata.
Sua sorella, che mi ha commosso, con un diario bianco e poche parole, "hai bisogno di un po' di tempo per trovare te stessa, da sola" .
E Gioia..
"Ero la classica donna burrosa, tedesca nell'aspetto meditteranea nelle forme dal giro vita in giù"
Quante volte mi sono ritrovata a pensare, quasi come un mantra:
Il miglior accessorio che può usare una donna per sembrare più bella è la sua amica brutta
Ovviamente nella parte dell'amica più sfigatella, è un po' triste. :(
Nel racconto mi sono immaginata in questo quadretto di amiche alla Carrie Bradshaw & Co. le ho invidiate per il loro rapporto, per lo shopping pazzo compulsivo, per i viaggi.
L'amica, che non ti asseconda come un'ombra, ma è disposta a scontrarsi con te se pensa che stai facendo una cazzata, ma che ti sostiene quando prendi la porta in faccia. Senza rinfacciarti, non troppo almeno, che aveva ragione lei. L'amicizia, quella vera.

Il capo di Gioia, Sarina Kent, alias Madame Rottweiler.
"A Sabrina non interessava come, quanto e dove lavoravamo: a scadenza del termine vuole il progetto terminato e consegnato. Non transigeva su questo."

Matteo Perri lo stronzo, l'innominabile, l'ex. Il bello e dannato, cantante di una band che ha riscosso un successo a livello nazionale, ma che punta a sfondare.
Generalmente, tifo sempre -almeno nei libri- per il cattivo ragazzo. Ma Matteo è parecchio stronzo. Arriva, forse, a capire quello che ha perso come sempre tardi. E' una prerogativa di questo genere di ragazzi. Ma è il primo vero amore di Gioia.
"Ora che mi sono soffermata a guardarlo, la rabbia fu sostituita da una serie di emozioni indefinite: malinconia, delusione, morsa allo stomaco, salivazione a zero, mani tremanti."
E l'altro bello e dannato, Christian Kelly, che incarna tutto ciò che si può cercare nel principe azzurro di una favola moderna, forse solo all'apparenza.
Un sogno, un miraggio, perfetto e ovviamente un playboy...Mister Copertina.
Tutto ciò da qui si dovrebbe scappare... a gambe levate. Una persona così cosa può darti? Mi sono ritrovata a pensarlo, forse anche a dirlo ad alta voce, come se Gioia potesse in qualche modo ascoltarmi. Controverso, scostante, pungente, intrigante... potrei continuare, ma leggete il libro così vi fate un idea migliore. ;P
"Puoi togliere l'armatura che indossi sempre e lasciarti andare. Non vuoi fare entrare nessuno, vuoi sembrare forte e felice, ma non devi fingere con me"
La famiglia di Gioia e di Melissa, la classica famiglia, anche se lontana dallo stereotipo della "famiglia del mulino bianco", pur sempre una famiglia. Una mamma apprensiva e con una voglia esagerata di diventare nonna, un papà iper-protettivo, ma che ti ama. Dei genitori pronti a confortarti e a raccogliere i cocci senza bisogno di chiedere.


Una serie, di più o meno, sfortunati eventi e coincidenze che portano le vite dei nostri protagonisti a incrociarsi, allontanarsi, scontrarsi, a viversi.
Amore, amicizia, delusioni e il tentativo di rinascere, per se stessi. Di lasciarsi andare dopo essersi scottati, rimettersi in gioco, non è semplice.

Ammetto che in più punti ho sorriso, quasi pianto, in altri avevo un nodo alla gola, come se stessi vivendo questa storia.
La magia dei libri per me è questa. Ti entrano nell'anima.
Lascio tre pezzi, che più di tutti mi hanno colpito.
E mi raccomando, acquistate il libro, merita.
 "Avrei voluto dirgli che mi aveva già salvata, che sapevo, senza riserve che avrei potuto perdermi senza paura in quegli occhi e in quel sorriso, perché lui mi avrebbe trovata, perché nelle sue braccia mi sarei sempre sentita a casa. Avrei voluto dirgli che avevo capito in queste settimane con lui che la fine di un amore è come una caduta dalla bicicletta. Il cuore si sbucciava sempre, che c'erano ferite che si rimarginavano, altre invece avrebbero lasciato cicatrici visibili, ma mi avrebbero ricordato che, anche quando stavo toccando il suolo, avevo avuto la forza di rialzarmi e ributtarmi in sella alla mia bici. Magari sarei caduta due curve dopo, avrei sanguinato un po', ma la corsa valeva sempre il rischio."
 "Forse era più facile nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere che avevo fallito. Mi sono nascosta dietro a questo perché avevo paura di imbarcarmi in una storia nuova, di credere di nuovo nell'amore."
 "Vivi la tua vita, sii felice, non essere mai la seconda scelta di nessuno, e soprattutto non aver paura dell'amore. Rischia e innamorati di un uomo dove tu sei l'ingranaggio che fa girare il suo mondo. Avrai il tuo lieto fine, uragano... Andrà tutto bene."

Non è tardi, è solo troppo presto.

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