lunedì 19 maggio 2014

TORN di Amanda Hocking

"Wendy Everly ormai sa bene che la sua vita è cambiata per sempre. Le sembrano anni, e invece sono solo pochi mesi che ha lasciato la monotonia della sua città provinciale e ha scoperto un mondo nuovo, segreto, dove la magia estende i suoi poteri su boschi e dirupi, e dove proprio lei è stata richiamata per diventare regina del popolo Trylle. Ma entrare a far parte di una nuova famiglia, tanto diversa da quella in cui sei cresciuta, e accettare il peso delle responsabilità proprie di una principessa di un regno in pericolo non sono cose da poco, specie se non hai ancora compiuto diciotto anni e non sai bene chi sei veramente.
Così Wendy prova a tornare indietro, nella speranza di recuperare la normalità perduta. E proprio allora s'imbatte negli storici rivali della sua gente, i Vittra, pronti a rapirla per portarla in un paese sconosciuto e seducente. Qui la ragazza scoprirà quanto le radici della sua esistenza siano intricate e sepolte da un'ancitca storia, in cui quelli che oggi sono i nemici un tempo furono alleati. Contesa tra due regni, Wendy dovrà difendersi dalle minacce di entrambi e imparare la difficile arte di vivere al bivio tra sentimento e senso di appartenenza, tra amore e dovere; in una dura lezione che potrebbe costarle la sua unica possibilità di essere finalmente felice."

L'ultima frase della sinossi credo sia il perfetto riassunto del racconto.
Come il libro precedente l'ho letto tutto in un fiato - fortunatamente quando l'ho letto era già uscito il seguito, altrimenti sarei impazzita -  arrivata alla fine, però mi è restato l'amaro in bocca.
Ho vissuto male questa storia di Amanda Hocking, mi sono sentita catapultata nella contesa tra i due popoli.
Ammetto che per metà del tempo ho maledetto Finn Holmes per il suo atteggiamento e per l'altra metà ho cercato di convincermi che Wendy si stesse comportando così per il bene del regno, però ero arrabbiata e triste. Si, sono consapevole che è solo un racconto, ma come vi ho già spiegato mi immedesimo molto nella storia, forse troppo. :)

Il racconto riprende con il ritorno a casa di Wendy, seguita da Rhys.
Una scelta dell'autrice che ammetto di non aver compreso è stata quella di far "sparire" la figura della Zia Maggie.
"Per fortuna mi toccò affrontare solo Matt. La zia Maggie, la mia tutrice legale, non era in casa al nostro arrivo. Matt mi spiegò che era andata a cercami in Oregon. Non so per quale motivo, era convinta che fossi fuggita lì."
Ehm... Ok, facciamo sparire la figura "adulta" della storia, anziché essersi rivolta a polizia o telegiornali parte in prima persona, lasciando Matt a casa da solo nella speranza che sua nipote, minorenne e scappata di casa, torni.
Wendy che cerca di convincere Matt che in realtà Rhys è suo fratello, cosa ovviamente non semplice.
Ma la sua nuova realtà torna a bussare alla porta... o meglio alla finestra.
"Finn Holmes si era intrufolato nella mia stanza.
Riusciva ancora a togliermi il fiato, come era sempre successo. Ero talmente felice che fosse qui che quasi dimenticai quanto ero arrabbiata con lui."
Elora ha mandato Duncan, un altro cercatore, per riportare Wendy a casa, ma sia il suo tentativo, che quello di Finn non vanno a buon fine.
Arrivano i Vittra, che rapiscono Wendy, Matt e Rhys.
Si fa così la conoscenza di Loki, e di Sara, una guaritrice.

Per scappare dalla prigionia, Wendy cerca una soluzione, spera che la persuasione in qualche modo possa aiutarli. Scopre però che con Loki non funziona, perché il suo potere è ancora troppo debole.
Eccoci al primo punto di svolta, Wendy conosce il Re dei Vittra.
"Vi sedeva un uomo dal lunghi capelli bruni. Era interamente vestito di nero: pantaloni con la piega, camicia elegante e una giacca lunga che somigliava più a una vestaglia. Era attraente, di una bellezza scabra, da guerriero, e sembrava sulla quarantina.
<Sono il re dei Vittra. Mi chiamo Oren e sono tuo Padre>
Il mio primo pensiero fu il più scontato: bugiardo!
Seguito, subito dopo, da: e se non stesse mentendo?"
Nella breve discussione avuta con Oren, Wendy viene a conoscenza del resto della sua storia.
Era stata concepita dal matrimonio tra Elora e Oren, deciso per alleare i regni.
Oren non può avere altri figli, per una sorta di sterilità tra la loro popolazione, i pochissimi nati sono hobgoblin. Troll con una particolare anomalia che li rende più simili all'immagine di Troll da favola.
Wendy era l'unica speranza per i Vittra, era l'unica che poteva essere erede al trono.
La principessa, cerca di liberare Matt e Rhys, incontrando sulla sua strada Loki.
"Ero certa che non mi avrebbe fermato, anche se non ne capivo la ragione. Se Oren scopriva che aveva chiuso un occhio sui miei progetti di fuga, le cose si sarebbero messe molto male per lui.
Gli passai accanto, riprendendo il cammino lungo il corridoio, verso il punto in cui credevo si trovasse l'atrio, e lui mi seguì. "
Come ogni storia che si rispetti ci vogliono gli eroi, e qui ne abbiamo più di uno.
"E' solo che il suo sguardo mi faceva sentire un po'... emozionata.
Prima che potessi analizzare quella sensazione e che Loki potesse dirmi cos'aveva in mente, fummo interrotti da alcuni violenti colpi al portone. Nell'atrio in cui ci trovavamo c'erano due porte: quella che conduceva ai sotterranei e quella dell'ingresso, enorme. In confronto, le porte delle stanze regali apparivano minuscole.
I colpi si ripeterono, facendomi sobbalzare, e Loki mi fece schermo col suo corpo. mi stava proteggendo? O nascondendo?
Il portone si spalancò e venni travolta da un'ondata di gioia.
Tove aveva spalancato la porta usando i suoi poteri e se ne stava fermo sulla soglia, con un'incredibile aria da duro."
"Duncan e Finn erano posizionati dietro di lui, in attesa che spalancasse la porta per poi precipitarsi all'interno. Nel vedere Finn il mio cuore fu come sul punto di scoppiare."
Al rientro al palazzo, cercò di mettere al suo posto un altro pezzo del puzzle della sua vita.
Inizia così l'allenamento di Wendy con Tove, che le fornì una buona opportunità di non pensare a Finn.
"E ora Tove se ne usciva dicendo che era Finn la chiave del mio successo. Magnifico.
Piuttosto che urlare contro Tove, decisi di allontanarmi. Lo trovavo insopportabile. Aveva l'aria di sapere tutto ma non riusciva a spiegare niente. Per scaricare la tensione stiracchiai le braccia e ruotai il collo. Duncan stava per dire qualcosa e Tove gli impose di tacere.
Finn. Cosa facevo di diverso quando ero insieme a lui? Mi dava alla testa. Mi faceva scoppiare il cuore e attorcigliare lo stomaco, ed era quasi impossibile staccargli gli occhi di dosso. Quando c'era lui, non riusvivo a pensare ad altro. Tutto qui. Era fin troppo semplice. Quando c'era Finn ero concentrata su di lui. E questo, chissà come, conteneva la mia energia."
"Per primo mi venne in mente Finn, come al solito, ma lo respinsi. Ero in grado di pensare a qualcos'altro. Subito dopo pensai a Loki, e la cosa mi scioccò, quindi lo scartai immediatamente. Non volevo pensare a lui. Anzi, non volevo pensare a nessuno."
L'addestramento di Wendy con Tove e, la povera cavia, Duncan continuò e più le giornate passavano più lei acquisiva dimestichezza con i suoi poteri. Ma la lontananza con Finn era dura da accettare. Duncan si lascia sfuggire che Finn era a casa sua, nella città.
"Duncan continuava a non mostrarsi convinto che fosse una buona idea, ma non gli avevo lasciato molta scelta. Corsi fuori da palazzo, cercando di dare nell'occhio il meno possibile. Per ordine di Elora, qualche altro cercatore si aggirava nei dintorni per tenere tutto sotto controllo, ma riuscii a sgattaiolare via senza essere notata. Aprendo il portone, mi resi conto di non sapere neanch'io perché avessi tutta quella fretta di vedere Finn. Che cosa pensavo di trovare? L'avrei convinto a venire via con me? Ma lo volevo veramente? Considerando il modo in cui ci eravamo lasciati, che cosa andavo cercando? Non riuscivo a darmi risposte convincenti. L'unica cosa che sapevo era che dovevo vederlo. Scesi a precipizio lungo quella strada serpeggiante, in direzione sud, cercando di ricordare le indicazioni di Duncan."
A casa di Finn incontrò la sua famiglia, per prima conosce sua mamma.
"Finalmente capii a cosa fosse dovuto il suo astio. Anni prima, suo marito e mia madre avevano avuto una relazione. Annali lo era venuta a sapere, quindi era ovvio che ce l'avesse con me. Chissà perché, non ci avevo pensato. Eccomi arrivata a rovinare la vita di suo figlio, dopo che mia madre aveva quasi rovinato la sua. Deglutii per il disagio, realizzando che andare a casa loro non era stata una buona idea. Non era il caso che disturbassi Finn e portassi scompiglio nella sua famiglia più di quanto avessi già fatto."
L'incontro con Finn mi ha lasciato di stucco, ok che avevo capito che dava importanza vitale alla sua figura "professionale" e aveva il più profondo rispetto per quello che Wendy rappresentava...però a tutto esiste un limite. Arrivata a fine libro non lo sopportavo più.
Il succo di tutti i discorsi di Finn si possono riassumere in queste frasi. 
"Devi essere la principessa e io non posso metterti i bastoni tra le ruote. Non lo farò mai."

Da qui il racconto prende una svolta, arriva a palazzo Loki.
Wendy si ritrova, per qualche ragione, a difendere il ragazzo. Elora cerca di dissuaderla, preoccupata che le sue azioni siano viste come un tradimento dal popolo.
Wendy era in tilt tra il rapimento, i suoi genitori, l'addestramento con Tove e i tentativi di salvare Loki. Senza dimenticare che il popolo Trylle, durante il consiglio di difesa, si era dimostrato pronto a darla in pasto ai lupi.
Oh quasi dimenticavo, la ciliegina sulla torta, Finn continua ad ignorala.

Dopo il malore di Elora inizia un susseguirsi di eventi che porta Wendy a decidere finalmente che del popolo Trylle le importa, tanto da rinunciare all'amore. Riuscirà Wendy a rinunciare a Finn, o a quel nuovo sentimento che inizia a farsi strada nel suo cuore?

Talvolta si è costretti a scegliere tra il dovere e l'amore. E' una scelta difficile, la più difficile di tutte. Ma la risposta giusta è sempre una sola.

Come ho detto all'inizio questo libro mi ha causato insonnia. Non perché sia brutto, ma perché lo dovevo leggere, tutto e il prima possibile. :)
Comunque lo considero un buon anello di congiunzione tra il primo libro e l'ultimo: ASCEND.
In cui la nostra protagonista cresce e si scontra con le regole del suo regno e con la realtà della vita.

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