mercoledì 8 aprile 2015

Ti guardo da quassù di Elena Rose

Ginny sedeva al suo tavolo preferito bevendo latte macchiato. Aspettava le amiche di una vita per una serata fatta di pettegolezzi e risate spensierate. Il telefono prese a squillare e il suo mondo si ritrovò, d’un tratto, in bilico sul bordo di un baratro. Caroline, la ragazza con cui aveva condiviso tutto fin dai primi mesi di vita, giaceva immobile sull’asfalto con i capelli sporchi di sangue. Un pirata della strada l’aveva strappata alla vita e alle braccia delle sue amiche.
Da quel giorno per Ginny, nulla fu più lo stesso. I sorrisi avevano lasciato posto ai tormenti e i sogni erano stati sostituiti dal dolore. Ginevra si era chiusa nella sua bolla dove i ricordi erano banditi e il passato dimenticato, ma qualcosa o qualcuno l’avrebbero costretta ad affrontarli.
Ian, con la sua schiettezza disarmante, cercherà di far tremare il suo mondo inventato, facendole scoprire il potere di un bacio e di un abbraccio.


“La testa le diceva di scappare da quei disarmanti occhi blu, ma il cuore scelse di seguire un’altra via.”
Un’emozionante storia che racconta come l’amore può curare le crepe di un’anima ferita.

Io credo ci siano due modi per superare la perdita di una persona cara. Puoi evitare di pensarci e seppellire il dolore in un angolino del cuore o puoi affrontarlo e soffrire fino a non avere più lacrime.

Dopo la presentazione ecco la mia opinione sul romanzo d'esordio di Elena Rose. Sono sempre contenta di leggere bei romanzi, scritti da ragazze che decidono di intraprendere il percorso del Self publishing.

E' vero che l'abito non fa il monaco, ma la copertina non è fantastica? Elegante e raffinata. *_*

I protagonisti del racconto sono Ginevra e Ian, due ragazzi segnati dal loro passato.
L'autrice, nei capitoli iniziali, aiuta a capire e conoscere i protagonisti. Che sono ragazzi finalmente normali, con storie importanti.

Ginny è una ragazza che ha delle reazioni molto simili a quelle che io stessa potrei avere in situazioni analoghe.
Si chiude a riccio. Soffre per la perdita della sua migliore amica e ha perso fiducia negli altri. In fondo se non li lascia avvicinare non rischia di soffrire...non più.
Sembrava così piccola e indifesa sotto la sua dura corazza fatta di risposte acide e sguardi di fuoco.
Ian è un ragazzo dedito al lavoro. Che è il centro della sua vita. Ho apprezzato che, nonostante il suo bell'aspetto, non giochi le tradizionali carte del bad boy.
Bello e dannato? Sì, questo sì. Ma solo perché anche lui ha sofferto per la perdita del padre, ma a differenza di Ginny ha trovato il suo modo per affrontare il dolore.

Se si analizzano i protagonisti entrambi hanno delle maschere.
Lei rinchiusa nella sua bolla ha rinunciato a vivere. Avanza per inerzia in un susseguirsi di giorni e situazioni uguali ed indifferenti.
Necessitava di qualcosa che rompesse la sua dura corazza per farne uscire tutto il tormento.
Lui per ottenere successo in ambito lavorativo si è costruito un personaggio, perdendo la spontaneità.
Tutto è calcolato e mirato al successo.
Ad Erik piaceva punzecchiare Ian, soprattutto perché era difficile coglierlo in fallo. Era sempre così pacato e composto, a volte sembrava fatto di legno. Non si lasciava mai andare, Erik non ricordava nessun episodio in cui l'amico avesse lasciato libero sfogo all'istinto.
Ma - sì, perché ovviamente deve esserci un ma - il loro incontro stravolge le carte in tavola.

Non solo Ian e Ginny sono ben caratterizzati, ma anche i personaggi secondari mi sono piaciuti molto. La mia preferita è Amanda, la sorella di Ginny.
Ginny non aveva mai pianto da allora, tu da solo sei riuscito a fare ciò che tutti noi proviamo a fare da un anno. Hai provocato in lei una reazione. Per quanto sia doloroso vederla in quello stato, è l'unico modo per sperare che lei si riprenda. 
I punti di forza che ho trovato nel romanzo sono sicuramente i temi trattati.
Famiglia, amore e i valori positivi che vengono trasmessi. Con leggerezza e spontaneità.
Ammettilo, ti piace. Ho visto come scappi dal lui e tu scappi solo quando sai che qualcosa ti può ferire.
L'aggettivo che più trovo adatto per descrivere il racconto è delicato. Nonostante i caratteri dei personaggi siano ben delineati. Elena Rose riesce a conferire, anche al tono autoritario, arrabbiato o acido, la giusta nota per non stonare.

Ian e Ginny sono messi di fronte ad una prova. Abbandonare le corazze che si sono costruiti per iniziare a vivere, ad amare.
La narrazione è esterna alla storia, ed ero poco convinta della scelta di questa visione - in quanto generalmente prediligo la prima persona, magari alternata tra i protagonisti- ma mi sono dovuta ricredere. Permette di apprezzare ogni reazione e situazione nella sua interezza.
Ian aveva cercato più volte di instaurare una qualche forma di conversazione, ottenendo solo grugniti e risposte acide. Il mini appartamento di Amanda sembrava troppo mini per contenere la rabbia di Ginny e le spalle larghe di Ian.
E' un libro autoconclusivo. Sì, avete capito bene. Abbiamo una fine della storia. Siete emozionate come me? E per di più...un finale ad effetto. :P
Che dire? Consigliato!! *_*

Buona lettura! <3

2 commenti:

  1. Cry, adoro ufficialmente le tue recensioni! Questo romanzo intriga molto anche me, bella storia ( non la trovo scontata ne banale)! Sopratutto mi pare di aver capito che l'autrice adori Ian Somerhalder ( il personaggio maschile - bello e dannato- e il suo nome, mi ricordano troppo lui XD)
    baci <3

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    1. Ma grazie Simo!! <3
      Eh non sbagli. Anche la descrizione di Ian del libro ha richiamato alla mente l'immagine del mio Ian. Bè..."mio", lui non lo sa ancora però. XD (Scusa, questa sera sono più pazza del solito.) Se deciderai di leggerlo aspetto anche la tua opinione. Per essere un esordio per me merita. ^_^

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